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May 25 Brescia-Torino, tifoso arrestatoAvrebbe preso parte ad aggressione di tre persone (ANSA) - BRESCIA, 25 MAG - Un tifoso bresciano di 33 anni e' stato arrestato per l'episodio di violenza avvenuto domenica poco prima della partita Brescia-Torino. Avrebbe preso parte all'aggressione nei confronti di tre persone che in auto stavano raggiungendo lo stadio per seguire la partita. Sulla vettura si trovavano due tifosi torinesi e un giovane bresciano. Il Gip ha disposto i domiciliari. Si profilano altre denunce per il gruppo di coloro che hanno preso parte all'aggressione. May 24 IL CODICE DA VINCITanto rumore per nulla, o quasi... di Miro RenzagliaPremetto che il mio giudizio squisitamente letterario sul thriller (che di questo poi, in definitiva, si tratta) "Il codice Da Vinci", è: sufficiente meno meno... Motivo: lo stile di scrittura è così schematico da renderlo piacevole ai lettori da sdraio ed ombrellone, niente di più (il che, forse è uno dei primi motivi che ne hanno fatto "il più grande best seller di tutti i tempi", stando a quanto si dice); la trama contiene dei passaggi irrisolti che minano l'unità logico-narrativa o, quanto meno, le rendono, qua e là, vita difficile; i riferimenti che l'autore pretende (o fa intendere) storicamente accertati, sono per lo più sbagliati (p.e. l'identificazione di Gesù come Dio e l'elevazione dei quattro Vangeli a Sinottici non risale a Costantino ma ben prima; la cifra di 5 milioni di streghe mandate al rogo dall'Inquisizione è un vero e proprio falso, oltreché assurdo, etc...); il disegno psicologico e comportamentale dei personaggi (i due indagatori, soprattutto) fa oscillare i medesimi dall'idiozia alla genialità, quasi senza stazioni intermedie. Il che può anche essere divertente ma non depone a favore della mano ferma dell'autore: Dan Brown, una specie di Giorgio Faletti in salsa esoterico-occultistica... Ed è proprio in questa salsa (resa piccante più dalle forzature dell'autore che dal rigore simbolico-tradizionale...), che vanno rintracciate le ragioni tanto del successo editoriale che dell'anatema scagliato, contro il libro e le sue ipotesi, dalla Chiesa cattolica. Quali ipotesi? Le principali: - Il Santo Graal non è la Coppa con il quale Giuseppe D'Arimatea raccolse il sangue di Cristo ma il suo Sangue Reale (Sang Real = Santo Graal); - Il Sangue Reale non fu versato dal Cristo in Croce, dove non sarebbe mai morto ma, attraverso i suoi canali genitali, nel ventre di Maria Maddalena, che sposò e dalla quale ebbe ininterrotta discendenza fino ai giorni nostri; - Sarebbe, dunque Maria Maddalena la reale fondatrice della Chiesa di Cristo e, la sua tomba, il vero ombelico del mondo cristiano (che, detto per inciso, l'autore colloca sotto la piramide di cristallo del Louvre, a Parigi...); - La Chiesa di Pietro avrebbe cercato da subito di occultare questa verità che annullerebbe, se divulgata, tutta la tradizione paolina e la sua legittimità; - Questa "verità" impronunciabile sarebbe stata custodita e venerata dalla setta Il priorato di Sion che annoverò fra i suoi maestri proprio Leonardo da Vinci, che la trasmise, con le sue opere pittorico-esoterica (La Gioconda, L'ultima cena...). Bene. Diciamo subito che Dan Brown non si è inventato niente e che queste ipotesi sono note da molto tempo (forse da sempre). Che abbiano un certo fascino è fuori discussione; che siano pure attendibili è tutta un'altra faccenda. Solo anime credule all'infinita potenza, possono scambiarle per una clamorosa e definitiva Rivelazione di Verità. D'altronde, c'è pure chi crede che Cristo fosse un Ufo, riponendo la propria fede nel Suo prossimo ritorno sulla terra, magari in tuta da marziano. Ma di questa (sub)ipotesi astral-eretica, la Chiesa di Pietro se ne è sempre trascurata. Perché, stavolta, invece, se la prende tanto? Dieci giorni fa, il cardinale Angelo Amato, Vicecapo della Congregazione per la dottrina della fede (mica un parroco di campagna...), aveva fatto appello al boicottaggio del film tratto dal romanzo (se tanto mi dà tanto: il film sarà campione ai botteghini...). Oggi, ci torna su un altro Cardinale, il nigeriano Francis Arinze che, consigliando (ordinando?) ai fedeli di portare in tribunale coloro che - a suo dire - offendono Cristo e la Chiesa, testualmente dichiara: "A volte, è nostro dovere fare qualche cosa di concreto. Non sarò io a dire a tutti i cristiani quello che devono fare, ma esistono mezzi legali per ottenere che alcuni rispettino i diritti di altri", ha detto il prelato, senza precisare a quali soluzioni legali facesse riferimento. Devono rispettarci, rispettare il nostro credo religioso e devono rispettare il nostro fondatore, Gesù Cristo." Mah! Mi viene da dire: tanto rumore per nulla o quasi. Però, intanto mi ricorda la condanna a morte pronunciata contro l'autore de I "Versetti Satanici" di Rushdie (altro libro mediocre che solo quell'editto di condanna elevò a best seller). La Chiesa non si spinge a tanto. Ma le censure non mi sono mai piaciute e le aule di tribunale non mi sembrano i luoghi adatti per stabilire il valore e la circolazione di un'opera letteraria. Inoltre, mi ricorda anche che la storia si ripete. Nel 1954 il Pontefice della Chiesa cattolica mise nell'Index Dei Libri Vietati "L'ultima tentazione di Cristo" di Nikos Kazantzakis (poi tradotto nel bel film omonimo da Martin Scorsese), perché esponeva, (ma con una qualità di scrittura infinitamente superiore a quella di Brown), la stessa medesima ipotesi delle nozze del Cristo con Maria Maddalena (ecco, appunto: dov'è l'originalità del libro di Brown?). Cosa che l'autore greco (uno che nel 1932 tradusse la Divina Commedia in soli 45 giorni nella metrica greca della "terza rima", scusate se è poco...) pagò in rifiuti di pubblicazione dei suoi scritti; col mancato ingresso nell' Accademia Greca; con la perdita di un sacrosanto Nobel nel '56. E col divieto della Chiesa Ortodossa, di rendere pubblico omaggio alla sua salma il giorno del suo funerale (che volete farci? l'intransigenza non è mica monopolio dell'Islam o del Cattolicesimo, eh?). Altri tempi, comunque. Al massimo Dan Brown, invece, ringrazierà (forse) per il surplus di pubblicità gratuita che gli anatemi ormai danno come unico risultato (e non riesco a decidermi se è un bene o un male...). miro renzaglia May 23 I SOLITI MATTACCHIONIUltra'del Taranto coinvolti negli scontri di domenica scorsa (ANSA)-POTENZA,23 MAG- Cinque ultra' del Taranto sono stati arrestati come presunti responsabili dell'aggressione alle forze dell'ordine durante Melfi-Taranto (3-1). Quattro arrestati hanno precedenti penali mentre il quinto e' un avvocato: le accuse nei loro confronti sono quelle di resistenza, oltraggio, violenza a pubblico ufficiale, lesioni e violazione del cosiddetto 'decreto Pisanu' sulla sicurezza negli stadi. La Digos potentina sta cercando altre due persone. May 05 ONORE A BOBBY SANDSIl 5 maggio 1981, nell’infermeria del carcere di Long Kesh, il ventitreenne patriota irlandese, Robert “Bobby” Sands, moriva, dopo 65 giorni di sciopero della fame. Insieme alla sua famiglia, il piccolo Robert, aveva vissuto i suoi primi anni d’infanzia, in un quartiere protestante, di Belfast Est, dove giocava a rugby con dei ragazzi protestanti, che lo soprannominarono “Bobby”, e dove il piccolo ragazzo cattolico, vedeva nei poliziotti inglesi degli eroi. Successivamente, si trasferirono a Twinbrook, un quartiere cattolico nato intorno alla chiesa di San Luca. Attraverso i racconti di sua madre Rosaleen, il giovane Robert, cominciò ad avere dei dubbi su i suoi presunti “eroi” e a capire la difficile esistenza dei cattolici nell’Irlanda del Nord, ecco come Bobby, la descrive nei suoi diari: “Mia madre mi raccontava le retate di prigionieri politici, gli assalti armati, i morti, o le incursioni all’alba, con l’avvento della televisione però, i racconti di mia madre furono sostituiti dalle immagini. Le mie idee si confusero: i cattivi descritti da lei erano sempre i miei eroi televisivi: i soldati inglesi lottavano per la giustizia e i poliziotti erano invariabilmente bravi ragazzi. Da piccolo io mitizzai le loro gesta e li imitai nei miei giochi infantili. A scuola imparai la storia, ma era sempre storia inglese. Poi cominciai a chiedermi perché non insegnavano mai la storia del mio paese, l’Irlanda”. Nel 1968, comincia a cambiare qualcosa nella vita di Bobby, il contenuto dei telegiornali mutò e notò come gli “agenti speciali” caricavano la folla per le strade, bastonando e perseguitando gente come loro. Nell’agosto del 1969, la violenza scoppiò nelle strade e il suo quartiere, sembrò colpito da un “uragano” come lui disse. Ritorniamo al suo diario che è molto eloquente su questo periodo: “Arrivarono gli "speciali" seguitida orde di "orangisti" inferociti, e invadevano le nostre strade, sparavano, incendiavano, saccheggiavano, uccidevano. Non c’era nessuno a difenderci, allora, a parte i "ragazzi" , come mio padre chiamava gli uomini che proteggevano il quartiere con poche armi antiquate. Poco dopo apparvero per le strade strane persone, voci, facce, sotto forma dei soldati britannici. Non li consideravo più gli eroi della mia infanzia. Ed è qua che Bobby, diciottenne, decise di arruolarsi tra i “provos” (l’ala più estremista dell’IRA). Nel suo diario lo ricorda così: “Con mia sorpresa i miei ex compagni di scuola e i miei vicini divennero i miei camerati e mi aprirono le loro case e i loro cuori. Imparai subito che senza l’appoggio della popolazione i repubblicani non avrebbero mai potuto sopravvivere. Nel ’71 passai il mio ultimo Natale a casa.” Nell’autunno del 1972, poco più che diciannovenne, venne arrestato, condannato a tre anni e mezzo di reclusione per possesso di armi. Nel 1976 quando venne rilasciato, Bobby, era più che mai deciso a battersi per la libertà del suo Paese. Purtroppo sei mesi dopo, ebbe la sfortuna di essere di nuovo catturato, dopo un violento scontro a fuoco. Lo ricorda così: “Lo choc del mio nuovo arresto fu enorme per i miei familiari, ma soprattutto per mia moglie Geraldine che era incinta di quattro mesi. Fui ritenuto colpevole e condannato ad altri quindici anni. Il giorno dopo in carcere mi denudai e mi sedetti sul pavimento freddo della cella per protesta contro l’inumanità della galera". Bobby era ventitreenne quando varcò per la seconda volta l’ingresso del carcere di Maze; era ancora molto giovane ma già portava su di se i segni indelebili delle vessazioni e delle lotte. Cominciò lo sciopero della fame il 1 marzo 1981 e mori 65 giorni dopo nell’infermeria della prigione di Long Kesh. Era il 5 maggio 1981. Dopo di lui altri nove volontari lo seguiranno: il 12 maggio muore Francis Hughes, il 21 Raymond McResh e Patsy O’Hara, l’8 luglio Joe McDonnel, il 1 agosto Martin Hurson, e Kevin Lynch, il giorno dopo Kieron Doherty, l’8 agosto Thomas McElwee, il 20 dello stesso mese Micky Devine. Il 3 ottobre, dopo 217 giorni dall’inizio della protesta, lo sciopero della fame cessò: la commozione era divenuta semplice routine, l’indifferenza rischiava di vincere sulla sublimazione. Dopo tre giorni il Governo Inglese decide di accettare, almeno in parte, le richieste dei detenuti. Riportiamo ora quel che Bobby Sands scrisse sul suo diario in carcere, il giorno della festa di San Patrizio, mercoledì 17 marzo. “Oggi è la festa di San Patrizio e come al solito niente di notevole. Sono stato a messa. Con i capelli tagliati stavo meglio. Non conoscevo il prete che ha detto la messa. Gli inservienti distribuivano il cibo a tutti quelli che tornavano da messa.Hanno provato a darmi un piatto pieno. Me l’hanno messo sotto il naso, ma io ho tirato dritto come se non ci fossero. Oggi ho ricevuto due giornali e, piacevole novità, c’era l’Irish News. Ad ogni modo ricevo tutte le notizie dai ragazzi. Ho visto uno dei dottori questa mattina, un tipo sbarbato. Mi sfibra. Il mio peso è di 57,50 Kg. Nessuna lamentela. Il governatore è venuto da me e mi ha detto aspramente: "Vedo che stai leggendo un libro breve. Meglio così, se fosse lungo non ci riusciresti a finirlo". Ecco che gente sono. Maledetti! Non importa. E’ stata una giornata lunga.Pensavo allo sciopero della fame. La gente dice tante cose del corpo, ma non vi fidate. Io penso che ci sia davvero una specie di lotta. Prima il corpo non accetta la mancanza di cibo e soffre per la tentazione del cibo e per altri fattori che lo tormentano in continuazione. Il corpo reagisce, naturalmente, ma alla fine della giornata tutto ritorna alla considerazione primaria, cioè alla mente. La mente è la cosa più importante. Se non hai una mente forte per resistere a tutto non ce la fai. Ti manca ogni spirito combattivo. Ma da dove ha origine questa forza mentale? Forse dal desiderio di libertà, ma non è proprio certo che venga di lì. Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese mi stanno nel cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna. May 03 Liam: "U2, Stones e Coldplay..."Nell'ultima intervista pubblicata da Q, Liam Gallagher, sebbene alla sua maniera, ha comunque ammesso che gli Oasis non sono più la band numero uno al mondo: "Quel che mi infastidisce è che non siamo più la più grande band al mondo. U2, Stones e anche i fottuti Coldplay sono più importanti di noi. Tuttavia i Coldplay ce lo succhiano, no? Gli Oasis non farebbero mai una cosa così, altrimenti piuttosto che Liam Gallagher sarei il fottuto Bono con la sua fottuta bibbia, o Chris 'il fottuto' Martin che fa qualunque cazzo di cosa che fa lui" ha detto questa volta Our Kid. |
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